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Studi360


Adulti

Il benessere psicofisico, relazionale e sociale è uno stato dinamico che va ricercato, sostenuto e ripristinato ogni volta che interviene un cambiamento nella nostra vita.
I cambiamenti sono connaturati all'esistenza umana, sono continui e, anche se diretti ad una condizione migliore o comunque desiderata, rappresentano pur sempre un momento di disequilibrio psichico, nella misura in cui modificano lo status quo attuale, quello cui siamo abituati e nel quale ci sentiamo perciò più al sicuro.
Nello scorrere del tempo della nostra vita siamo sottoposti continuamente al rischio di vivere momenti in cui il nostro benessere può vacillare, in cui possono sorgere domande per le quali non troviamo una risposta o stati d'animo cui non riusciamo a dare una spiegazione e che, proprio per questo, rischiano di angosciarci per quella parte di non conosciuto che percepiamo.
Tutto ciò va ad alterare il nostro stato di salute, termine con il quale intendiamo proprio "uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale" (definizione dell'Organizzazione Mondale della Sanità), superando in questo modo il vecchio concetto di "assenza di malattia". Essere in salute non significa tanto non essere malati, quanto, piuttosto, esistere bene, stare bene (ben-essere) sotto il profilo psicologico, fisico, relazionale e sociale.
Sempre più spesso, infatti, succede che ci troviamo in condizioni di mal-essere, nel senso proprio del non saper stare bene con noi stessi e con il mondo che ci circonda, in assenza di un disagio specifico o di una psicopatologia definita.
È in casi come questo che un confronto con un professionista della salute mentale può rappresentare l'occasione per creare uno spazio-tempo riservato e tutelato nel quale portare, raccontare, il nostro disagio, che verrà accolto e riletto alla luce delle conoscenze specifiche psicologighe, pedagogiche e psicoterapeutiche, a seconda dei casi.
Sia che intervenga su condizioni di malessere generalizzato, sia che risponda alla richiesta di aiuto conseguente ad un disturbo specifico, il professionista della salute mentale lavora comunque avendo in mente il raggiungimento dell'obiettivo ultimo: favorire la conoscenza di sé dell'individuo, la crescita di capacità e risorse psichiche, oltre naturalmente alla guarigione del sintomo, attraverso un processo di autoriflessione ed autoesplorazione che non può che avvenire nel contesto di una relazione sicura ed autentica.

 

  • Professione: crisi professionale, mancanza di soddisfazione, fenomeni di burnout, cambiamenti di lavoro o mansione, difficoltà di rapporto con i colleghi e/o con la dirigenza, perdita del lavoro, pensionamento.
  • Cambiamenti nella condizione esistenziale: traslochi, trasferimenti, convivenza, matrimonio, separazione e divorzio, gravidanza, nascita, malattie, lutti.
  • Problematiche di relazione e comunicazione: rapporto con figli adolescenti, rapporto di coppia, disagi caratteriali quali timidezza, introversione, chiusura o, al contrario, esuberanza ed estroversione, che possono creare difficoltà nella relazione con gli altri.
  • Disturbi conseguenti a traumi e stress generici.
  • Disturbi dell'area scolastica e dell'apprendimento in età adultà.
  • Disturbi dell'area della dipendenza: disturbi alimentari e tabagismo.
  • Disturbi legati all'alterazione del tono dell'umore: stati depressivi.
  • Disturbi riguardanti ansia e condotte fobiche: ansia generalizzata o specifica, vissuti fobici specifici.

 

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